Documento finale elaborato dai giovani partecipanti al meeting svolto a Firenze nei giorni 11-14 aprile 2024 e consegnato al Presidente della Toscana Eugenio, al Sindaco di Firenze Dario Nardella e ai sindaci e della Toscana. 

Siamo arrivati a conclusione di queste sorprendenti giornate di Francesco Live.
Viviamo in un mondo difficile e tanti venti contrari minacciano il nostro futuro. Spesso è difficile coltivare speranza, per noi stessi e per le nostre comunità, eppure in questi giorni abbiamo respirato aria di una possibilità diversa, e lo abbiamo fatto in fraternità. 

Siamo giovani provenienti da zone diverse della Toscana, dell’Italia, dell’Europa. Abbiamo esperienze simili ma anche molto diverse tra loro. Il mondo francescano è proverbialmente grande e diviso in tanti ordini. Noi siamo arrivati qui accogliendo l’invito chi di frati minori, chi di conventuali, cappuccini, suore, parroci, Gioventù Francescana o associazioni. Tutti incuriositi e legati a San Francesco in maniera diversa. In questi giorni il mondo francescano ha saputo riunirsi per noi. 

Questo documento che leggiamo è frutto di un confronto, è una sinfonia a più voci. Una pluralità di voci, un accordo costruito a un tavolo comune è possibile.
Se lo è stato per noi, perché non può esserlo per le parti politiche? 

Venerdì scorso abbiamo sentito che prendersi cura di chi ci circonda è un atto politico e un dovere di ciascun cittadino. Ecco, noi vogliamo fare politica e essere operatori di cura.
La prima parola che ha avuto grande risonanza per noi è la parola casa.
Il creato è la nostra casa comune. Il covid ci ha insegnato che se c’è un’emergenza si possono fare delle scelte anche drastiche per il bene di tutti.

Da anni viviamo un’emergenza climatica, perché non osiamo in questa direzione?
Abbiate il coraggio di prendere decisioni che guardano non al tornaconto elettorale ma al futuro, delle quali possiamo beneficiare non noi, ma chi verrà.
Rendiamoci tutti responsabili di atti di vero altruismo.
Casa è anche, però, prima di tutto un tetto sulla testa, stabilità. Il mondo si lamenta spesso dei giovani adulti che abitano con i genitori, ma per noi comprare una casa, vivere da universitari fuori sede pagando un affitto dignitoso, pensare a realtà di cohousing senza enormi oneri burocratici non è possibile, è quasi un’utopia. Dateci l’opportunità di sognare in grande. 

Pensiamo ad affitti calmierati per studenti, giovani lavoratori precari, persone con difficoltà economiche; pensiamo alla riqualificazione, anche con la nostra collaborazione, di strutture pubbliche o ecclesiastiche non più utilizzate.
Giorgio La Pira, illustre fiorentino che è tornato a parlarci in questi giorni, nel 1954 a Ginevra già parlava di sviluppo sostenibile. 

Spesso ci raccontiamo che non esistono più i politici di una volta, che si stava meglio prima, ma ogni tempo ha le sue sfide.
Voi come politici come volete essere ricordati? Per cosa volete passare alla storia? 

Siamo arrivati qui sentendoci spesso fuori posto, e facendoci un problema di questo. Abbiamo trovato in Francesco un fuori posto che ha reso questo posto un’opportunità.
Questo evento nasce in occasione dell’ottavo centenario delle Stimmate. Francesco è per noi un modello, e le stimmate sono l’evento della sua vita. Il mistero di ferite che parlano d’amore. Amore e dolore. Nella nostra vita ci chiediamo: è possibile? Possiamo perdonare e amare anche i nostri fallimenti? 

Francesco arriva a La Verna in un momento di crisi e fallimento.
Quanto è liberatorio poter condividere i nostri fallimenti e scoprire che non siamo soli, che abbiamo tutti le stesse paure. Abbiamo il diritto di fallire! La società ci porta a vivere il fallimento come la fine della vita. La paura del fallimento ci porta all’esclusione sociale. Vogliamo essere liberi di imparare dai nostri fallimenti, e si impara soltanto potendo rialzarsi, con il supporto di chi ci sta intorno. Si può star male senza che il mondo finisca. Si può star male e non vergognarsene.
Siamo fallibili ma non falliti.
Perché parlare di salute mentale e psicologi è ancora per tanti, soprattutto over quaranta, uno stigma? Noi non abbiamo paura di chiedere aiuto. Abbiamo diritto a farlo senza spese onerose, senza vergogna. 

In questi giorni sul profilo Instagram di Francesco Live hanno girato tante storie colorate in giro per Firenze. Siamo abituati a demonizzare i social e tutti ormai ne conosciamo i pericoli e i rischi. Ma la politica quanto è davvero tecnologizzata? Vogliamo una tecnologia trasparente, che dia la possibilità ai cittadini di aver voce in capitolo, di poter mettere a disposizione le proprie competenze, di collegare davvero esigenze e disponibilità all’interno di una città.

Non vogliamo anziani che tentano di parlare ai giovani con la tecnologia, ma collaborazione con giovani che provino a semplificare la vita comune con lo strumento della tecnologia
Vogliamo essere parte della vita politica, con le nostre complessità e contraddizioni, con il nostro essere cristiani senza essere faziosi, con le nostre diversità. 

Rendete allettante per noi la scena politica, dateci la possibilità di scoprire e spendere il nostro talento. Lasciateci essere rappresentativi. 

Ci è stato detto che là dove c’è disponibilità all’ascolto il Verbo si fa carne. Chiediamo a voi di rendervi disponibili davvero all’ascolto delle nostre parole, perché diventino concretezza.
Francesco siamo tutti noi, adesso.
osiamo insieme perché questo è il nostro momento. 

Basilica di Santa Croce – Firenze, 14 aprile 2024 

Francesca, Giovanni, Maria Elena, Emanuela, Gabriele, Emmanuele e Maria A nome di tutti i giovani e le giovani di Francesco Live 

Torna in alto